Mercoledì delle Ceneri

Come sapete bene, non riesco a immaginare la vita cristiana senza partecipare con convinzione al Mercoledì delle Ceneri e alle celebrazioni del Triduo Pasquale.

Perché è così importante l’inizio della Quaresima?

E perché la Chiesa enfatizza con tanta solennità il cammino quaresimale?

Il Mercoledì delle Ceneri ci dà la consapevolezza della situazione in cui siamo immersi: nel mondo non mancano le situazioni di barbarie, e noi stessi ci confrontiamo quotidianamente con la scelta del bene.

In questa condizione povera, ben sottolineata dalla formula più radicale del rito delle Ceneri: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai», il primo giorno del tempo penitenziale ci offre anche la meravigliosa prospettiva di un nuovo inizio, di una trasformazione possibile, del Vangelo che irrompe e dell’opportunità di tornare sempre sui passi di Gesù. Risuona così la seconda opzione della formula del rito: «Convertiti e credi al Vangelo».

L’inizio del Vangelo: che meraviglia!

In molti modi, la sapienza spirituale dell’anno liturgico, ci propone l’occasione di ricominciare con Gesù: quando all’inizio risuona il grido: “Consolate, consolate il mio popolo” (Is 40,1) o quando ascoltiamo: “Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1,1) o “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino” (Mc 1,14).

Mercoledì delle Ceneri, ben oltre la sua austera dimensione penitenziale, è la celebrazione dell’inizio del Vangelo, il proposito del figlio che ritorna al Padre, la salvezza che entra nella casa di Zaccheo, il pubblicano Matteo che viene chiamato dal banco delle imposte: “Proprio io?!”.

Sì, proprio tu!.

È il sipario della grazia di Dio che si apre sulla nostra vita, il desiderio del bene che si risveglia, il fuoco della carità che si accende, la forza del perdono che si rende possibile, l’amore che penetra il nostro cuore e lo rende tenero e caldo, la parte migliore di noi che prende il sopravvento e diventa protagonista.

Non rinuncerei per niente al mondo di celebrare il Mercoledì delle Ceneri e i misteri centrali della vita cristiana. La grazia più bella che ci ha fatto la Chiesa, poi, è che né il Mercoledì delle Ceneri, né i primi giorni del Triduo sono festa di precetto.

Non si celebrano perché “si deve”.

Si celebrano perché lo desideriamo.

Perché sono l’immagine di una Chiesa più bella e libera dai precetti, fatta da un popolo di Dio che sceglie il suo cammino di grazia, ne coglie l’opportunità, lo vive volentieri e con consapevolezza, e si lascia ispirare, infine, da questi appuntamenti.

Don Davide