Ragazzi spiritosi e uomini pieni di spirito

Oggi, solennità di Pentecoste, celebriamo il secondo turno delle Prime Comunioni. Domenica prossima, giorno della SS. Trinità, ci saranno le cresime in parrocchia.

Ci auguriamo che lo Spirito Santo scenda in varie forme e in molti modi ad animare la vita di questi ragazzi, affinché possano essere “spiritosi”. Chissà se l’Accademia della Crusca accorderà anche a me l’invenzione di un termine: dopo “petaloso” (un fiore pieno di petali), anche “spiritosi”: dei ragazzi pieni di Spirito. Eh, già, quello con la S maiuscola. È questo che fa la differenza. Mi direte: “Guarda, don Davide, che il termine esiste già: si dice spirituale”. Spirituale?! Ma vogliamo scherzare?! Non vi dà l’idea di qualcosa di serioso (ecco, appunto), di roba da adulti? Invece a me è venuto in mente San Filippo Neri, che era sì pieno di Spirito, uno degli uomini più “spirituali” che la Chiesa abbia mai avuto, e tuttavia era anche molto “spiritoso”: si divertiva, era un giocherellone, faceva scherzi e riusciva sempre a fare gioire i suoi ragazzi.

Avremmo proprio bisogno di ragazzi pieni di Spirito così: che animino una chiesa viva, con la loro freschezza, e la rendano piena di gioia.

E poi, naturalmente, avremmo bisogno di uomini e donne adulti pieni di Spirito. “Spirito” che?! Lo Spirito Santo, questo grande sconosciuto. Quello a cui si danno i meriti (o le colpe, a seconda della prospettiva di chi guarda) nella vita della chiesa quando non si sa cos’altro dire. Quello che nelle nostre preghiere non compare quasi mai: preghiamo il Padre, Gesù, Maria, gli angeli custodi, ricordiamo i defunti, ma quasi mai invochiamo lo Spirito Santo, che invece è la presenza concreta di Gesù Risorto e dell’amore del Padre oggi, nei giorni della nostra esistenza.

Ad esempio, chi sa a memoria la Sequenza allo Spirito Santo (che, tra l’altro, è una preghiera bellissima). Quanti, tra quelli che la sanno, si ricordano di dirla, al mattino prima di iniziare la giornata, oppure quando c’è una difficoltà da sciogliere?

Tuttavia non basta dire una preghiera. Essere uomini e donne pieni di Spirito, significa soprattutto lavorare costantemente per fare spazio allo Spirito del Risorto, per cercare di muovere i nostri passi animati da lui. Significa ricercare il bene di tutti e l’Amore non ricevuto, ma donato; servire, soprattutto i più poveri e i piccoli; lottare con tenacia contro le forze della morte.

Speriamo di trasmettere così una buona testimonianza, e di non essere troppo “seriosi”, in modo che i nostri ragazzi possano essere “spiritosi”: come dei fiori bellissimi, i cui petali sono lo Spirito Santo.

Don Davide