Scorgere, cercare e riconoscere
L’esperienza di Dio e la felicità sono due cose preziosissime che bisogna scorgere, oppure cercare, oppure discernere.
Alcune volte si presentano come un dono inatteso e sorprendente; altre volte giungono alla fine di una lunga e faticosa ricerca, altre ancora sono l’esito di una vigilanza nel discernere – nelle cose della vita – il bene dal male e rimanere sulla strada del bene.
In ogni caso, bisogna allenare lo sguardo, ed essere pronti a cogliere il balenare di Dio nel terreno del mondo, tra il mercanteggiare della società contemporanea, o nelle scelte che dobbiamo fare.
Il mese di agosto, che conserva il fascino dell’estate piena, il miraggio del riposo e il significato tanto desiderato di vacanza, può essere un tempo in cui allenare abbondantemente questo sguardo.
Si tratterà di vedere la gratuità delle cose che accadono e di goderne serenamente. Oppure potrà essere l’occasione per tornare ad allenarsi nella via dello Spirito, per riconoscere le azioni di Dio nella vita di ogni giorno. Infine, di allenare il gusto del bene, tutte le volte che potremo goderne.
Vivere così, significa vivere saggiamente,
cioè accumulare una sapienza che favorisce l’esperienza della vita come fondata, bella e piena di senso.
Il Signore tende le sue parole, nelle parabole, come un arco, per permetterci di andare oltre a quello che appare, e scoprire i tesori che lui sempre prepara per noi.
Don Davide
In questa domenica cominciamo a leggere il discorso di Gesù sul “buon pastore”, nel quale Gesù si ispira alla grande riflessione di Ezechiele: Dio come si prende cura di noi? Dio, ci dice il profeta Ezechiele, lo fa suscitando “pastori” che insegnino la cura reciproca. Ci mette in relazione, ci affida gli uni agli altri… perché nello stile del pastore impariamo a costruire un mondo di cura e di predilezione. Ma ogni tanto – anzi Ezechiele direbbe: ogni spesso – accade che i pastori non facciano i bravi, allora Dio fa in modo che nessuno rimanga senza cura o senza amore. Entra in gioco lui e fa il Pastore direttamente per ciascuno.