Amo la Parola di Dio
Oggi è la Domenica della Parola, domenica in cui Papa Francesco chiede alla Chiesa di considerare il tesoro inestimabile della Parola di Dio.
L’inizio del Vangelo di Luca ci parla di “coloro che furono dall’inizio testimoni oculari e ministri della Parola”. Sulla testimonianza degli apostoli, tutti siamo chiamati ad essere testimoni della resurrezione e a servizio dell’evangelizzazione.
Oggi vengono istituiti ventisei lettori e lettrici nella nostra diocesi, tra cui Ilaria Riccardi e Caterina Tizzano della nostra parrocchia.
Non possiamo che essere contenti, per tutti questi richiami al tesoro della Parola di Dio nella vita della Chiesa. Perciò offro la mia testimonianza, sperando che altri vi si possano riconoscere, sul significato della Parola di Dio nella mia vita.
Amo la Parola di Dio, perché attraverso di essa il Signore mi viene incontro e posso chiacchierare con lui, come con un amico.
Amo la Parola di Dio, perché mi racconta di come Dio si è coinvolto con noi, ed è come un bimbo che ascolta ipnotizzato le storie dei nonni.
Amo la Parola di Dio, perché è una parola rivolta a me, è un libro pensato per me; certo, insieme agli altri, ma ha sempre qualcosa di personale da dirmi.
Amo la Parola di Dio, perché è stato il dono più grande alla mia vita, quando ero ragazzo e avevo bisogno di crescere, di maturare e di strutturarmi.
Amo la Parola di Dio, perché mi racconta storie sorprendenti, parla dei piccoli che diventano grandi, del riscatto dei deboli contro i potenti, e di eroi quotidiani che vorrei imitare.
Amo la Parola di Dio, perché è come la tana del Bianconiglio, un passaggio verso il regno del Padre: un luogo dove le logiche mondane sono invertite, l’amore è la legge, il perdono il criterio, i poveri sono i destinatari della buona notizia.
Amo la Parola di Dio, perché mi sento amato da Gesù, che mi parla in essa.
Amo la Parola di Dio, perché mi insegna ad amare gli altri, e a condividere la gioia di amare e di essere amati.
Amo la Parola di Dio, perché quando ho bisogno illumina il mio cammino, chiarisce il mio discernimento, mi aiuta a correggermi e a essere più vicino alla verità e alla giustizia.
Amo la Parola di Dio, perché è un racconto magnifico e penso sempre che lo Spirito che ispira gli autori è il miglio romanziere della storia.
Amo la Parola di Dio scritta, la mia Bibbia tutta sottolineata e appuntata. Ho sempre pensato che era bello che la mia Bibbia fosse usurata, segno di un corpo a corpo, un’amicizia di lunga data che mi ha accompagnato nelle avventure più belle.

Don Davide

Infine, convertirsi chiede di riconoscere il tempo che ci è dato come un tempo di misericordia. Esistiamo nel segno della misericordia e dell’amore di Dio. Anche se le parole di Gesù ci spronano con forza, ci è dato tempo non per sentirci nell’errore, ma per vedere le possibilità buone e per sapere che possiamo espanderci nell’amore.
Ma perché cresca il seme, dobbiamo preoccuparci di avere il sacchettino giusto, la riserva appropriata. Dobbiamo prima di tutto sentirla rivolta a noi, la Parola.




Queste vergini hanno tutte delle lampade ossia, partono tutte con la stessa dotazione per andare incontro allo sposo della parabola. Però, non tutte prendono l’olio, che è sempre a disposizione di tutte loro. Appare dunque evidente che la differenza tra le stolte e le sapienti non è su ciò che sono o ciò che hanno, ma su ciò che scelgono di fare, sulla propria volitività, sulla determinazioni delle azioni possibili. Possono essere del regno nuovo se agiscono e se lo fanno con sapienza. Non manca nulla a nessuno. La buona notizia è per tutti: recepire l’invito alle nozze significa essere pronti ad agire. Il vangelo non è un salotto, buono o cattivo che sia, è invece prendersi cura di sé per vivere pienamente le nozze con il Risorto.