Il dono del Signore e il dono di sè

Ricominciamenti e appuntamenti importanti

Settembre è il mese dei ricominciamenti e tutte le persone che ho ascoltato in questo periodo sono colpite dall’impegno che chiede la ripartenza di tutte le attività o dei ritmi di lavoro consueti.

Ci sono tante cose da fare e tante responsabilità, poco tempo e le forze non bastano mai. Perciò, corriamo.

Sento un vero e proprio dovere di soccorrere questa fatica:

il proposito di costruire uno stile pastorale che dà sollievo ed energia, e che nei nostri incontri personali sappiamo essere premurosi, delicati e rispettosi.

Insieme a questa considerazione, cominciamo a prendere atto che il vescovo ci invita a riflettere quest’anno sul “Pane”. L’anno scorso abbiamo sostato sulla “Parola”. “Parola” e “Pane” sono le due mense dell’Eucaristia, il nutrimento che viene servito alla tavola di Gesù, come un primo e secondo piatto gustosi, di cui il dolce è poi la riscoperta della comunità.

In questo giorno in cui celebro il mio 23° anniversario di ordinazione, medito su queste due istanze (venire incontro alle fatiche e il dono dell’Eucaristia) a partire proprio dal valore del ministero presbiterale.

In che cosa consiste la bellezza di essere prete?

Anche se certamente non sono le uniche, oggi affermo due cose.

La prima è la possibilità di ammirare le persone che fanno della loro vita un dono. È una meraviglia non nel senso di una sorpresa che non ci si aspetterebbe, ma per la luce che il dono di sé di ogni persona emana. La dedizione alla famiglia, la responsabilità sul lavoro, la passione educativa, l’impegno nello studio, lo zelo per il vangelo, il volontariato, il servizio con i più piccoli, le mille attenzioni degli uni verso gli altri quando ci sono difficoltà di salute, momenti in salita e afflizioni, sono tutte manifestazioni che una persona sta donando la propria vita. Questo dono di sé in molteplici forme, spesso nascosto, merita tanto rispetto, riconoscimento e riconoscenza.

In secondo luogo, ringrazio per la bellezza di poter celebrare l’Eucaristia, momento in cui ci nutriamo vicendevolmente alle sorgenti che dissetano la fede e alimentano la vita vera. L’Eucaristia è proprio il simbolo che le cose si fanno insieme, perché non sarebbe possibile celebrare l’Eucaristia da solo, pure essendo prete. Secondo me questo è uno dei più grandi insegnamenti di questo dono del Signore: solo avvicinandoci gli uni altri possiamo anche stringerci a lui. Inoltre, in una bella reciprocità, sperimentiamo che è solo il dono del Signore che sostiene il dono di sé.

Quest’anno ci sarà la Missione popolare nella nostra parrocchia.

Già da questa settimana i missionari ci daranno un assaggio di quello che faremo nei prossimi giorni. Ancora mi auguro che questa esperienza ci aiuti ad essere più attenti elle reciproche fatiche del vivere e a cogliere l’inestimabile bellezza di essere radunati dall’Eucaristia in una comunità in cui proviamo a volerci bene.

Don Davide




Ricominciare… con spirito missionario

Settembre, come di consueto, segna per molti il tempo della ripresa. Anche la nostra Comunità parrocchiale si rimette in cammino: nelle prossime settimane ci saranno diversi appuntamenti che accompagneranno l’inizio del nuovo anno pastorale. Li segnaleremo progressivamente, perché ciascuno possa sentirsi coinvolto e trovare il proprio passo dentro questo nuovo tratto di vita comunitaria.

Anche dal punto di vista liturgico, questo mese accompagna il nostro ricominciare con quattro feste significative.

Le proponiamo come brevi soste spirituali: occasioni semplici da custodire in agenda e da lasciar parlare alla vita personale, familiare e comunitaria.

L’8 settembre è la festa della Natività della B. V. Maria e solennità della B. V. della Grada, quindi festa patronale nella chiesina di S. Valentino. In Maria contempliamo l’icona della cooperazione umana all’iniziativa divina: Dio non si impone, ma attende il “sì” dell’uomo per farsi vicino e abitare la nostra storia. La vita di Maria ci ricorda che l’ospitalità data a Dio è sempre generativa: apre spazi di incontro, ricompone i riferimenti interiori e può sostenere, anche concretamente, la ripresa della quotidianità.

L’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, ci riconduce al centro della vita cristiana. Quel legno non è il segno di una sconfitta né soltanto l’esito di una sentenza ingiusta: è il luogo in cui Gesù dona se stesso “per sempre” e apre una sorgente di amore disarmato e universale, offerto a tutti. La Croce di Cristo, più che diventare il vessillo di una parte, insegna al cristiano la parte in cui stare nella storia: dalla parte di chi serve, di chi dona la vita, di chi custodisce le ferite e vive la testimonianza senza proselitismi aggressivi.

Il 21 settembre è la festa di san Matteo, apostolo ed evangelista. Matteo è un pubblicano: un collaboratore degli occupanti romani, un uomo considerato impuro e lontano. La sua chiamata mostra che la missione di Gesù non si rivolge a una cerchia di “giusti”, ma sa varcare i confini delle esclusioni sociali e religiose. Per noi diventa un invito a entrare nelle periferie delle esistenze, a dialogare con la cultura secolare e a riconoscere anzitutto la dignità della persona, prima del suo passato.

I Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele (29 settembre), in passato, godevano di feste separate per ognuno e in relazione ai propri specifici carismi; in diversi luoghi si conservano ancora tradizioni molto particolari. La custodia di ciò che è giusto (Michele), l’annuncio della Parola che si fa carne (Gabriele) e l’accompagnamento terapeutico nel viaggio della vita (Raffaele) sono le dimensioni principali della memoria che vogliamo fare nostra e per le quali chiediamo di essere accompagnati in questo inizio d’anno pastorale.

Queste feste, poste all’inizio dell’anno pastorale, possono aiutarci a riprendere il cammino con uno sguardo più evangelico.

Ci prepariamo in questo mese a vivere con partecipazione ed entusiasmo anche la Missione popolare di ottobre.

Disponibili come Maria, radicati nell’amore che sgorga dalla Croce e dalla resurrezione del Cristo, sostenuti dall’esempio di Gesù con Matteo verso chi sembra ‘lontano’ e accompagnati dalla discreta presenza degli angeli. Sarà un modo semplice per ricominciare non solo organizzando attività, ma lasciandoci rinnovare dal Signore nel cuore della vita quotidiana.

Francesco Paolo Monaco