Il servizio e la luce

Mentre il mondo pare in balia di una manica di prepotenti, che costringono persino a immaginare come opportuno il riarmo per difendersi, o che obbligano a proteggersi con la forza, a causa dell’abuso smisurato e totalitario del potere, noi – discepoli di Gesù – ci rimettiamo umilmente al seguito del maestro che sa indicare cieli nuovi e terra nuova.

C’è davvero bisogno di lasciarsi condurre da colui che dice: “Ecco io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5), perché quelle che vediamo sono soltanto vecchie.

Il profeta Isaia propone l’immagine del servizio.

Già questa, infatti, è un’indicazione altamente profetica: chi vuole davvero mettersi al servizio? Sento anche in me una radicata resistenza a servire, semplicemente. Compaiono immediatamente nel mio cuore le rivendicazioni, il bisogno di soddisfazioni, la stanchezza. Inoltre noto che “servizio” è una terminologia abusata: ogni autorità parla di sé come “servizio”, mascherando con questa parola l’intenzione di comandare e l’ambizione di non avere limiti al proprio potere.

Ma Dio, che è sempre oltre le nostre prospettive, per mezzo del profeta afferma che è ancora troppo poco indicare il servizio come via per la salvezza.

Bisogna che il servizio diventi effettivamente luce:

che splenda la bellezza del servizio e la chiarezza che è l’unica vera possibilità di invertire il corso autodistruttivo degli eventi fatti dagli uomini.

Che il servizio diventi luce, dunque!

La prospettiva più luminosa dell’esistenza, l’unico modo di concepire la fraternità e la sorellanza, la via per vivere la comunità, la strada maestra e felice per vivere le relazioni d’amore, il custode dell’amicizia.

Per realizzare questo, Giovanni Battista – profeta talmente visionario da essere estraneo in questo mondo – parla dell’immersione nello Spirito Santo, che avviene seguendo la vita di Gesù. Per capire il servizio e fare sì che diventi luce, bisogna fare un bagno nello Spirito Santo: lo Spirito deve avvolgerci sopra e sotto e di lato, deve lavarci e impregnarci, rigenerarci e tonificarci.

Lo Spirito Santo non agisce in maniera astratta e misteriosa:

è la manifestazione e il frutto dell’incontro con il Signore risorto, quindi è tanto più vero ed efficace in noi, quanto più noi viviamo la compagnia di Gesù, lasciamo che le sue parole plasmino i nostri pensieri, ci conformiamo a lui nell’amore e nell’abnegazione.

Ricominciamo il tema ordinario della liturgia, che ci guida proprio in questo cammino: passo dopo passo a seguire Gesù, imparare di nuovo tutto da lui, per essere immersi e rinnovati nello Spirito Santo e fare innamorare tutti della possibilità di mettere la propria vita in un vero e luminoso servizio.

Don Davide




Morirò da Re (Under 20 testo+ video)

Cosa c’entrano i Måneskin?!

Il significato di questa loro canzone è: “Se muoio accanto a te, morirò da re”, oppure: “Accanto a te io muoio da re”. È il culmine di una dichiarazione d’amore folle e grintosa allo stesso tempo.

La domenica di Cristo Re, con altre parole, celebra la stessa dichiarazione d’amore di Gesù ad ogni uomo e ad ogni donna: accanto a te, per amore, morirò da re, anche se vengo ucciso sulla croce come un criminale.

È singolare che un gruppo travolgente come i Måneskin esprima spontaneamente il senso di una cosa universale e verissima: morire per amore è un atto regale, che trasforma una croce in un trono.

È un amore che salva e che ci fa capire cosa significa essere salvati. È un’emozione che tutti e tutte riconosciamo immediatamente, come dice Rose nella battuta finale di Titanic.

La canzone dei Måneskin, ovviamente, la sapete a memoria meglio di me. La scena di Titanic, se non l’avete vista o non ve la ricordate, la trovate QUI.

Ah, quasi dimenticavo, qualcuno mi deve l’iscrizione al canale Instagram della Parrocchia… 😉