Mag 09

Disarmata e disarmante

Di

Sono stati giorni emozionanti, questi, caratterizzati prima dal saluto a papa Francesco, e poi dall’emozionante trepidazione del conclave, con i suoi riti solenni e simboli suggestivi.  

Il discernimento dei cardinali (accompagnati dall’intensa preghiera della chiesa) ci ha donato un nuovo pastore: Leone XIV. Sarà buffo nella liturgia sentire dire: “Leone, il pastore del gregge”, ma proprio questa espressione mi rimanda a quel passaggio del profeta Isaia che descrive il tempo messianico, tempo di speranza e di pace: “Il lupo riposerà insieme all’agnello, il leone pascolerà col capretto…” (Is 9). Non che il nuovo papa sia il messia, ci mancherebbe, ma il suo compito è quello di testimoniare Gesù risorto, messia e Signore, come ha detto molto bene nel suo primo saluto, e di impegnarsi per quella pace che proprio il messia ha rivendicato come suo dono principale.  

La salvezza, leggiamo nella prima lettura, deve arrivare fino ai confini della terra. 

Ci sono ponti che ci collegano, nessuno è autonomo rispetto agli altri,

siamo tutti interdipendenti, e questa salvezza passa prima di tutto per un’azione di pace e di dialogo, una pace – come ha detto papa Leone (mi piace pensare all’unanimità con tutti i cardinali) – “disarmata e disarmante”. 

Le pecore del Buon Pastore ascoltano la sua voce perché lo riconoscono. Speriamo che il Leone-pastore del gregge, sia un grande ascoltatore della voce dell’Unico Pastore Grande delle pecore, per condurre anche tutti noi a riconoscerlo. 

Nessuno deve essere strappato dalla sua mano.  

Don Davide

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