Una storia di Estate Ragazzi
Nelle lande desolate e remote, quando ancora la neve ammantava di bianco le colline, furono forgiati i cappellini.
Decine di cappellini, centinaia di cappellini, migliaia di cappellini colorati. E furono inviati ai piccoli degli uomini, per quando il sole sarebbe tornato alto nel cielo.
In tutte le contee e le contrade, i figli degli uomini erano allegri, perché i cappellini riflettevano il verde della natura, il giallo della luce, il rosso del fuoco e il blu dell’acqua.
Ma tutti furono ingannati perché fu creato il Nero Cappello:
un cappello per dominarli e al Padrone incatenarli.
Fu così che mentre i cuccioli indossavano il loro cappellino colorato, invece che essere spensierati e giocare allegramente, il Nero Cappello metteva in loro l’assillo per la vittoria e il potere logorava i regni, che si consumavano nella competizione e nella battaglia.

Quando arrivò la carestia delle merende la situazione cominciò a degenerare.
Il Regno Felice fu l’ultimo ad essere oppresso dal Padrone dei cappellini, protetto com’era dalle Due Torri di Samac e di Grada. Ma quando la Torre di Samac cominciò a danneggiarsi per l’usura del tempo, allora il Padrone dei cappellini, fiutando il momento, prima mandò i suoi eserciti a distruggere le strade del Regno, poi sferrò l’ultimo attacco, costringendo tutti i bambini sotto il suo oscuro potere.
Ma una banda di eroi coraggiosi decise di opporre resistenza
e si radunarono in Consiglio in Gran Segreteria, ospitati dalla padrona di casa CrisCris, che lì aveva piantato le sue radici: l’elfa Anna, della tribù dei Dantoni, l’elfa Alexia, della tribù più Antica, e l’elfa Federica, signora delle Renne, insieme a una creatura temibile, ma coraggiosa e benevola, metà Leone e metà Lupo. Infine, l’hobbit Daniele, allegro buontempone, ignaro della missione.
Crearono dunque un esercito, votato al bene e alla giustizia, rivestito del manto verde degli Elfi, signori degli elementi della natura, per sconfiggere il potere del Nero Cappello.
Molte prove dovettero affrontare:
il sole incandescente e la sete atroce, le comunicazioni rese impossibili dal Nemico, la pioggia pungente che li spaventava a morte, l’ipnosi dei cellulari, l’ostilità degli abitanti delle valli, le rivalità e le battaglie crescenti.
L’esercito verde addomesticò le aquile e cavalcò i delfini, imparò a camminare sugli alberi e giunse allo scontro finale nelle Paludi di AquaJoss, dove non c’erano né squadre né cappellini e gli abitanti del Regno Felice ritrovarono la consapevolezza che era più bello giocare insieme che litigare.
Il Nero Cappello fu allora gettato nella Piscina delle Onde e affondò e il potere del suo Padrone fu distrutto.
Ora i cappellini risplendono
dei loro colori raggianti, finalmente liberi di portare il nome del loro cavaliere, di proteggere dal Sole e di dare nuovi colori al Regno Felice. Anche le vestigia della Torre di Samac cominciano ad essere ripristinate e presto saranno ristabilite.
Adesso, pieni di gratitudine, tutti ricordano le imprese della Compagnia del Cappello, ma attenzione… un nuovo pericolo si addensa all’orizzonte, minacciando fratture nel Regno, ostilità, guerre e battaglie: c’è ancora il buffet.
Don Davide


Assunta Pagani
28 Giugno 2025Molto bello!!!! Ironia, simpatia, e…. Chi ha orecchie x intendere intenda!! ❤️👏