Nov 27

Sempre con gratitudine

Di

Un verso di una poesia che mi folgorò fin dal primo momento recita così:

“Nei fiumi a nord del futuro getterò le mie reti” (Paul Celan).

Per noi dell’emisfero boreale, l’espressione “a nord del futuro” indica qualcosa che sta più in alto del futuro, oltre. Gettare le reti lassù, o fin là, indica un’iniezione di speranza non calcolabile, una visione piena di coraggio e fiducia.

È la stessa che mi infonde il profeta Isaia, quando spinge il suo sguardo “alla fine dei giorni” (Is 2,2) e vede il trionfo della pace e della giustizia, realizzato dalla parola del Signore, che da quel futuro di bene ci viene incontro per guidarci passo passo a realizzarlo.

Inizia l’Avvento, e mi sembra che tutto ci sproni con un’energia inedita a un nuovo slancio.

“È tempo di svegliarci dal sonno” (Rm 13,11). “Venite camminiamo nella luce del Signore!” (Is 2,5). Mi sembra che il Signore suoni la carica.

Mi sento in profonda sintonia con queste esortazioni.

Sono undici anni che sono con voi e non mi sono stancato, anzi ho voglia di guardare avanti, di osare con voi pensieri profetici e tanto tanto scambio di bene, di amicizia e di affetto.

“È ormai tempo di svegliarsi dal sonno” è anche l’incipit della Regola di S. Benedetto, che intuì la sua vocazione come una chiamata ad essere protagonista di un passaggio epocale, dalla fine decadente dell’Impero Romano al nuovo modello del monastero, che aprirà la nuova epoca suscitando generazioni di santi.

Ho ascoltato questo testo per la prima volta almeno trent’anni fa; nonostante tutto questo tempo, suona ancora come se fosse la prima volta, con la stessa potenza, come quando ascolti la tua canzone preferita e non ti stanchi di apprezzarne la bellezza.

Ognuno di noi sa di avere fatto della strada nella vita:

ogni vita a qualunque punto ci troviamo, dai ragazzi ai più attempati, non siamo gli stessi di prima. Il Signore ci ha condotto così un po’ più vicino a lui, alla salvezza, alla sapienza, ad avere un cuore modellato e più morbido. Un nuovo giorno è vicino. Possiamo indossare le armi della luce: i progetti, l’entusiasmo, la voglia di vivere, di incontrare e di amare.

È ciò che mi ripropongo ancora di fare, ricordando il passato e pensando al futuro.

Così mi trovo a guardare indietro e avanti, sempre con gratitudine.

Don Davide

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