Anche Giuseppe e Maria non erano a casa loro quando vissero da protagonisti il loro primo Natale. Anche se celebreremo la Messa nella notte di Natale fuori dalla nostra chiesa grande, sarà un momento speciale per almeno due motivi.

Il primo è che siamo più in sintonia con quella sensazione di sorpresa che deve avere colto Maria e Giuseppe quella notte. Il secondo è che scopriremo, nella comunione insieme alla Parrocchia dei SS. Filippo e Giacomo, che il cielo di Natale è aperto sopra una comunità cristiana espansa e affettuosa, che anela ad avvolgere con il suo manto di benedizione i confini del mondo.

Dai pastori, poi, impariamo qual è l’atteggiamento giusto, ovunque ci troviamo, per vedere cieli aperti e ascoltare bontà di messaggeri: “facevano la guardia al loro gregge” (Lc 2,7).

Così celebrano la vita che irrompe nel mondo quei genitori che non possono partecipare alla Messa della Notte, perché i loro bimbi sono troppo piccoli e dormono. Celebra il servizio che ci insegnerà quel bambino chi lavora negli ospedali, chi guida gli autobus e i mezzi pubblici, chi vigila sulla sicurezza di tutti. Celebra la grazia del Natale anche chi lavora, o perché costretto “dall’Impero”, o perché più gentilmente, permette ad altri di festeggiare con una bella cena o un buon pranzo.

Celebreranno la pace anche in Ucraina, a Gaza, in Israele e nella Palestina tutti coloro che lo vorranno, quando – pur in mezzo all’orrore – rivolgeranno un desiderio di bene come una preghiera a Dio, e una possibilità di perdono come mano tesa ai propri nemici.

Hanno un compito ed è loro cura.

Infine – non per esaurire la conta delle stelle, ma per guardarne una che passa proprio in questo tempo, più luminosa delle altre – celebreranno la loro dignità tutte quelle bambine, ragazze, giovani e donne che imparano da una loro sorella che nessuno spazio, nessun ruolo è a loro precluso. Nessuno. Perfino – vertiginosa – la possibilità di generare Dio.

Arriva Dio nella storia e dobbiamo cercarlo nel posto in cui meno ce lo saremmo aspettati: in un piccolo paese, nel retro di una casa che assomiglia a una grotta, non tra folgori e nubi di fuoco, ma avvolto in fasce e sopra una culletta di paglia.

Se Dio è lì, dove non potrà arrivare? Quali cuori potranno non essere raggiunti dalla salvezza?

In questa notte preghiamo e speriamo per tutti.