Il tempo più prezioso dell’anno
Un inno della liturgia delle ore lo chiama: “Giorno primo ed ultimo”. La tradizione dei padri della chiesa “l’Ottavo giorno”, inizio della Nuova Creazione. È il giorno di Pasqua, iscritto nel tempo cronologico della storia, eppure capace di portare il mondo, il tempo, la storia e tutte le dimensioni fisiche in Dio.
Questo ci dovrebbe fare capire l’importanza di questo giorno fuori dal tempo, tanto che la festa si prolunga per otto giorni, fino all’Ottava di Pasqua, cioè la Domenica in Albis.
La formazione religiosa tradizionale insegna a trascorrere la Quaresima con impegno. Dovremmo però comprendere che ben più importante della Quaresima è il tempo che va da Pasqua a Pentecoste, perché è in esso che tutta la grazia che ci siamo preparati ad accogliere, viene effusa sulla Chiesa e nei credenti.
Non si tratta di proporsi altri fioretti o sacrifici spirituali in questi cinquanta giorni, ma di vivere intensamente la ricerca dell’incontro personale con Gesù. Lui è vivo e non vede l’ora di stabilire un’amicizia con ciascuno e ciascuna: i bimbi, i ragazzi, i giovani, gli adulti e gli anziani. Non c’è un’età che non sia “adatta” a scoprire Gesù. Lui è fanciullo nello Spirito, eternamente giovane nella vita, capace di donare come un adulto, saggio come un anziano.
Ci disponiamo, dunque, a vivere questo tempo speciale con disponibilità interiore e ricerca di autenticità, per lasciarci plasmare dalla grazia di Dio.

Tutte le buone trasformazioni nella vita cristiana avvengono così. Come per i discepoli di allora, che da piccolo gruppo impaurito sono diventati una comunità coraggiosa, anche noi potremo diventare persone luminose che annunciano la verità della resurrezione e la possibilità della trasformazione del mondo.