Due fratelli e una comunità
Mercoledì 4 novembre, abbiamo finalmente accolto Musu e Nuha, i due ragazzi che partecipano al progetto della Caritas “Rifugiato Protetto”. Musu ha 24 anni e viene dalla Sierra Leone, Nuha ha 22 anni ed è nativo del Gambia.
È stato un traguardo molto ambito e festoso, per quanto vissuto in tono minore a causa dall’attuale emergenza sanitaria, perché il percorso di sensibilizzazione e coinvolgimento della parrocchia era iniziato già da lungo tempo, tra dicembre 2019 e febbraio 2020, e proseguito nonostante le limitazioni causate dalla pandemia.
Il progetto nel suo complesso prevede l’accoglienza di ragazzi rifugiati e richiedenti asilo, che vengono accompagnati dalla Caritas in tutte le fasi di integrazione, dall’accoglienza nei centri fino all’autonomia, con il contributo decisivo delle parrocchie nell’ultima fase.
La nostra parrocchia, quindi, offre l’alloggio e tutti gli aiuti necessari perché Musu e Nuha, che sono già impiegati in un lavoro, facciano gli ultimi passaggi per maturare l’autonomia necessaria per poi avere una casa e mantenersi.
Tutta la comunità parrocchiale è invitata a rendersi partecipe, ciascuno secondo la propria sensibilità, al buon esito di questo progetto. È un modo concreto per intercettare e dare un contributo significativo al problema mondiale delle migrazioni e della fraternità, senza lasciare che sia sempre “un problema degli altri”.
È soprattutto un’occasione per rendersi vicini a questi fratelli e condividere un tratto del nostro cammino.
Chi fosse interessato a partecipare o ad essere di aiuto per la buona riuscita del progetto, può contattare la segreteria parrocchiale al numero 051554256 o direttamente i responsabili della Caritas e del progetto caritas@parrocchiasamac.it.
Se hai un negozio e vuoi far conoscere questo progetto puoi scaricare ed esporre la nostra locandina. Clicca qui
Il 29 novembre a tutte le messe della domenica Musu e Nuha si sono presentati alla comunità.
Presentazione del progetto:
Nel 2015, la Caritas Italiana, accogliendo l’invito del Papa in occasione del Giubileo della Misericordia, ha lanciato il progetto di accoglienza e integrazione “Rifugiato a casa mia”.
La Caritas Parrocchiale, tramite la Caritas Diocesana, ha aderito al progetto.
Il progetto cerca di aiutare persone rifugiate, in regola con i documenti e che non possono più usufruire dell’accoglienza governativa, a iniziare una vita autonoma trovando casa e cercando o stabilizzando il loro lavoro. Nei sei mesi del progetto queste persone sono ospitate presso famiglie o parrocchie, comunque sempre riferendosi ad alcune famiglie.
Musu e Nuha sono stati accolti in un appartamento della nostra parrocchia all’inizio di novembre e fanno già riferimento ad alcune famiglie. Adesso si presenteranno di persona a tutti voi.
Se pensate di fare qualcosa per il progetto potete chiedere in Segreteria o alla Caritas Parrocchiale.
Musu si presenta:
Buongiorno! Mi chiamo Hajji Hadi Musu Mansaray, chiamatemi Musu.
Ho 24 anni.
Sono in Italia da 3 anni.
Vengo dalla Sierra Leone.
Come dice il vangelo di Matteo:
Io avevo fame e mi avete dato da mangiare,
ero straniero e mi avete accolto,
ero nudo e mi avete vestito.
Questa è la nostra storia.
Ho perso la mia famiglia ma con voi ho trovato un’altra famiglia.
E a questo punto vorrei ringraziare la Parrocchia per questa opportunità, la comunità perché senza di voi noi non potremmo essere qui e le famiglie che si sono occupate della nostra situazione.
Grazie davvero. Noi non possiamo dimenticare quello che state facendo.
Dio vi benedica, voi e le vostre famiglie.
Grazie!
Nuha si presenta:
Buongiorno! Mi chiamo Nuha Jawara, chiamatemi Nuha.
Ho 23 anni.
Vengo dal Gambia.
Sono in Italia da 5 anni.
Ora sto lavorando in una lavanderia industriale.
Vi ringrazio per questa opportunità di essere in questo progetto.
Grazie!
