Set 19

“Graziosamente”

Di

Lettera aperta

Ci sono alcune parole che rendono migliore la vita.

“Grazie” e il campo semantico ad essa associato è una di queste, uno di quei termini che fanno accadere un miracolo: con qualcosa di pronunciato e sentito nel cuore, l’esistenza propria e degli altri prende luce.

Grazie: della stessa radice di grazia, gratitudine, grato, gratis, grazioso, gradito…

Tutte queste sfumature riflettono i sentimenti che voglio esprimere nei confronti di ciascuno e ciascuna di voi, che avete contribuito alla riapertura della chiesa, avete reso possibile questa impresa e avete partecipato alla festa.

Tutti gli eventi di Shekinà sono stati suggestivi e maestosi, ma in modo particolare la celebrazione con il vescovo ci ha stupiti per la partecipazione debordante, il desiderio di sentire la chiesa come nostra e la volontà di rallegrarci insieme.

Vorrei che sentiste personalmente da parte mia quell’abbraccio che testimonia il nuovo confessionale, o il senso di pace e tenerezza che si prova quando si sosta con calma davanti al Trittico In memoria di me.

E per sperimentare che cosa significa la gratitudine, vi invito a fermarvi appena dentro alla porta di ingresso, quando è illuminato il soffitto della chiesa, per contemplare la volta centrale: la figura della Madonna con gli angeli trasmette tutto l’indicibile che solo con l’arte si può, intimamente, fare intuire.

Don Davide

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