Mar 05

La sete di pace

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I cristiani si trovano ad affrontare questo paradosso: mentre la quaresima ci impegna con umiltà al lavoro su noi stessi, “chiusi nel segreto della propria stanza” (cf. Mt 6,6), non possiamo scrivere della terza domenica di Quaresima senza concentrarci sul tema della guerra e della pace.

Mentre infatti viene annunciata la pace possibile con Dio, per opera di Gesù, e ci viene donata la sorgente della vita nella sua parola di perdono e di verità, nel mondo si allarga la guerra e i leader politici mentono, con pochissime eccezioni.

C’è un dono di acqua viva che viene largamente rifiutato (cf. Gv 4,10.14).

Nel mondo ci sono tantissime siccità che prostrano i popoli. Ma c’è anche una grande sete di verità, di libertà, di leadership autentica, di parole non contraffatte.

Il mondo ha sete di pace. E pace non c’è.

Chi dice di volere una pace evangelica non è un impostore se da lui zampilla un’acqua viva di pace, non un’acqua velenosa di guerra.

Invece, se non fosse tragica e disperante, potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta: ci sono un bullo americano, un killer israeliano, un despota iraniano e un sicario russo. La cosa terribile è che questi quattro signori, che dovrebbero essere chiusi insieme a qualche loro compare in un manicomio riaperto solo per loro, invece comandano il mondo. Muovono le armi. Decidono chi deve andare a fare la guerra. Uccidono indiscriminatamente e senza sensi di colpa. E non importa se il despota non c’è più. La dinastia è tale e quale.

Dai dati forniti sui quotidiani questa settimana, un missile costa 2-3 milioni di euro, un sistema anti-missile 6-7, poi ci sono i carri, l’intelligence, gli aerei supersonici, i droni, le navi… ma mi ha impressionato il dato sulle portaerei: una nave di quel tipo già costa più di quanto si possa immaginare, attorno ad essa si muovono sottomarini, satelliti, caccia di base (oltre che quelli sulla nave), elicotteri, porti, basi militari. Una portaerei è una guerra concentrata, con il budget intero di un piccolo stato. Ci credo che don Tonino Bello si rifiutò di andare a benedirla!

Ora mettete insieme tutti questi soldi per tutti gli armamenti del mondo e chiedetevi: che cosa sarebbe successo se li avessimo messi per curare le malattie, fare le scuole, gli ospedali, le infrastrutture, pagare i medici e gli insegnanti come i generali, dare cibo a tutti, risanare le povertà, combattere la criminalità, intervenire sul cambiamento climatico? Forse avremmo il mondo tutto curato e bello come un paesino di montagna, e pieno di infrastrutture come la più moderna delle città.

Gli elementi che accomunano questi capi sono la bestemmia, la menzogna e l’autoreferenzialità.

Chiamano Dio dalla loro parte, mentre offendono il suo Santo Nome. Mentono per conservare il loro potere e per inseguirne uno sempre più grande. Inoltre, si fanno chiamare leader, ma la leadership è tutta un’altra cosa. E sarebbe tutta un’altra Storia. Tra le tante domande di questi giorni, mi chiedo: ma come puoi farti chiamare “Guida suprema” e ordinare l’uccisione dei ragazzi?

In questa domenica ascoltiamo le parole di Gesù alla donna Samaritana: “Credimi donna, è venuto il momento – ed è questo – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità, perché il Padre cerca tali adoratori.” (Gv 4,21-22).

Mi vengono ancora due considerazioni ascoltando questo testo in questo scenario di guerra.

Adorare Dio significa stare davanti a lui.

Chi sta davanti a Dio lo potrà fare solo in spirito di verità. Nemmeno gli esseri umani possono essere ingannati su questo, figuriamoci di Dio. Gli uomini, però, possono essere soggiogati, Dio invece no. Dio rifiuterà simili falsi adoratori. A lui la vendetta, per questo scenario catastrofico.

Gesù parla del “Padre” non di un Dio generico.

Solo coloro che seguono lo spirito della verità e che si mettono di fronte a Dio con questa autenticità, solo loro genereranno una vera fraternità e sorellanza universale. Solo loro permetteranno ai popoli di chiamarsi fratelli e alle nazioni sorelle.

Il Dio che è nel cielo cerca disperatamente tali adoratori.

Don Davide

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