Set 17

Non è mai troppo tardi

Di

La stessa chiamata di Dio

Il vangelo di questa domenica (Mt 20,1-16) racconta di un padrone che esce a ogni ora del giorno — all’alba, a mezzogiorno, perfino alle cinque del pomeriggio — per chiamare operai nella sua vigna. E li paga tutti allo stesso modo, scompaginando la nostra idea di giustizia. “I miei pensieri non sono i vostri pensieri”, dice il Signore per bocca del profeta Isaia (Is 55,8): è la logica sorprendente di un Dio che non misura, ma dona.

Questa domenica la nostra comunità vive concretamente questa pagina di vangelo. Alla messa delle 11.30 battezziamo Niccolò: un bambino chiamato nella vigna del Signore fin dalla prima ora della sua vita, prima ancora di poter fare o meritare alcunché. È il ritratto più chiaro della gratuità di Dio.

Nella stessa messa benediciamo anche gli zaini dei bambini e dei ragazzi che in questi giorni ricominciano la scuola: un gesto semplice, che riflette ancora una volta il vangelo. Siete chiamati anche voi, in un’altra vigna, alla vostra ora del giorno.

Non conta l’ora in cui si comincia. Conta rispondere, quando si viene chiamati.

Nel pomeriggio, poi, tanti ministranti si ritroveranno in Cattedrale per la Giornata diocesana a loro dedicata: anche loro, come Matteo di cui abbiamo fatto memoria pochi giorni fa, sono chiamati a servire all’altare, a un’ora che a qualcuno sembra presto e a qualcun altro tardi — ma che per Dio è sempre quella giusta.

San Paolo, nella seconda lettura, scrive ai Filippesi: “Per me il vivere è Cristo” (Fil 1,20c-24). È questo il segreto di chi ha capito di essere stato chiamato: non contare le ore già lavorate, ma vivere ogni ora — la prima, la mezzana, l’ultima — come dono e come risposta.

Tutto ciò vale anche per la Missione popolare. Ne abbiamo avuto un bellissimo assaggio in questa settimana. Ma ci saranno “altre ore” in cui lasciarsi coinvolgere. Se non l’avete fatto in questi giorni, potrete farlo ancora, già da adesso, e la grazia sarà abbondante per tutti.

Buona domenica, care amiche e cari amici. Che questa settimana, qualunque sia l’ora della vita in cui vi trovate, possiate sentire ancora la voce di chi vi chiama nella sua vigna.

Don Davide

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