Set 11

Il dono del Signore e il dono di sè

Di

Ricominciamenti e appuntamenti importanti

Settembre è il mese dei ricominciamenti e tutte le persone che ho ascoltato in questo periodo sono colpite dall’impegno che chiede la ripartenza di tutte le attività o dei ritmi di lavoro consueti.

Ci sono tante cose da fare e tante responsabilità, poco tempo e le forze non bastano mai. Perciò, corriamo.

Sento un vero e proprio dovere di soccorrere questa fatica:

il proposito di costruire uno stile pastorale che dà sollievo ed energia, e che nei nostri incontri personali sappiamo essere premurosi, delicati e rispettosi.

Insieme a questa considerazione, cominciamo a prendere atto che il vescovo ci invita a riflettere quest’anno sul “Pane”. L’anno scorso abbiamo sostato sulla “Parola”. “Parola” e “Pane” sono le due mense dell’Eucaristia, il nutrimento che viene servito alla tavola di Gesù, come un primo e secondo piatto gustosi, di cui il dolce è poi la riscoperta della comunità.

In questo giorno in cui celebro il mio 23° anniversario di ordinazione, medito su queste due istanze (venire incontro alle fatiche e il dono dell’Eucaristia) a partire proprio dal valore del ministero presbiterale.

In che cosa consiste la bellezza di essere prete?

Anche se certamente non sono le uniche, oggi affermo due cose.

La prima è la possibilità di ammirare le persone che fanno della loro vita un dono. È una meraviglia non nel senso di una sorpresa che non ci si aspetterebbe, ma per la luce che il dono di sé di ogni persona emana. La dedizione alla famiglia, la responsabilità sul lavoro, la passione educativa, l’impegno nello studio, lo zelo per il vangelo, il volontariato, il servizio con i più piccoli, le mille attenzioni degli uni verso gli altri quando ci sono difficoltà di salute, momenti in salita e afflizioni, sono tutte manifestazioni che una persona sta donando la propria vita. Questo dono di sé in molteplici forme, spesso nascosto, merita tanto rispetto, riconoscimento e riconoscenza.

In secondo luogo, ringrazio per la bellezza di poter celebrare l’Eucaristia, momento in cui ci nutriamo vicendevolmente alle sorgenti che dissetano la fede e alimentano la vita vera. L’Eucaristia è proprio il simbolo che le cose si fanno insieme, perché non sarebbe possibile celebrare l’Eucaristia da solo, pure essendo prete. Secondo me questo è uno dei più grandi insegnamenti di questo dono del Signore: solo avvicinandoci gli uni altri possiamo anche stringerci a lui. Inoltre, in una bella reciprocità, sperimentiamo che è solo il dono del Signore che sostiene il dono di sé.

Quest’anno ci sarà la Missione popolare nella nostra parrocchia.

Già da questa settimana i missionari ci daranno un assaggio di quello che faremo nei prossimi giorni. Ancora mi auguro che questa esperienza ci aiuti ad essere più attenti elle reciproche fatiche del vivere e a cogliere l’inestimabile bellezza di essere radunati dall’Eucaristia in una comunità in cui proviamo a volerci bene.

Don Davide

image_pdfimage_print
, , ,

Lascia un commento

Name *

Email *
Commenta *