Penso al mistero della Santissima Trinità come una realtà colorata, pluriforme, dinamica, piena di amore, di amicizia e di vita; una rivelazione di Dio che insegna la cura reciproca, la bellezza dei rapporti e il servizio per un bene più grande:
niente di meno che la vita del mondo.
Questa realtà così viva si manifesta nella Chiesa, quando essa – la Chiesa – è realtà di comunione, nelle varie attività che la caratterizzano.
In questi giorni, la gioia turbinosa e festante dei bimbi, insieme ai ragazzi, alla presenza dei grandi che li accompagnano e custodiscono e alla complicità dei genitori è un buono specchio di questo modo misterioso in cui Dio si rende presente in mezzo a noi.
In questa domenica, vengono istituiti gli Accoliti nella nostra diocesi. Una buona traduzione ecclesiastica di “accolito” è “seguace”, che è un po’ diverso da discepolo. Il discepolo è alla sequela del maestro per imparare. Il seguace ha già fatto un passo in più: è coinvolto emotivamente, è appassionato di colui che segue, lo ammira e lo ama.
Il termine deriva nel mondo ecclesiastico dalla prassi liturgica: gli accoliti sarebbero quelli che seguono il vescovo, o comunque il celebrante, nelle azioni liturgiche.
Ma preferisco pensare che siano seguaci di Gesù, l’unica guida, l’unico pastore.
Noi ci stringiamo intorno a Paolo Nipoti e a sua moglie Antonella, per questo Ministero dell’Accolitato che hanno accolto in famiglia, e che suggella lo stile e la presenza nella comunità che hanno sempre avuto.
Siamo contenti di avere un esempio, perché le letture di questa domenica ci parlano della sapienza: così capiamo meglio che è sapiente essere seguaci non di una setta di fanatici, ma di questo Dio, che si manifesta nella comunione della Chiesa e nel mondo colorato, giovane, vivace e pieno di vita dell’Estate Ragazzi.

Don Davide


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