Più ci si avvicina alla fine dell’anno liturgico, più la liturgia ci propone le questioni decisive: che cosa vale più di tutto nel rapporto con Dio?
Gesù risponde magistralmente: l’amore. Un amore totalizzante, pieno e vero.

Ma non esiste amore per Dio che trascuri o relativizzi l’essere umano.
Questo è il connubio sempre difficile da recuperare, per poter fare un’autentica esperienza religiosa e spirituale: l’amore di Dio e l’amore del prossimo, della persona concreta che hai di fianco, davanti, o che dipende da te.
Non c’è pratica religiosa, osservanza o fedeltà senza amore.
Non si obbedisce a Dio per amarlo, ma si è dentro un legame affettuoso con Dio e si cerca di non violarlo.
Mi auguro – e, ambiziosamente, potrei dire: mi propongo – che tutto quello che viviamo in parrocchia, come comunità cristiana, ci aiuti a sentire vivo e pulsante l’amore di Dio per noi e a tradurlo in amore reciproco, cura e servizio gli uni per gli altri, specialmente i più piccolini e chi ha più bisogno.
Dopo avere aperto la chiesa di S. Valentino durante la Missione per l’incontro con Gesù, e in vista di aprirla definitivamente come santuario spirituale e oasi in mezzo alla frenesia cittadina, dalla fine di ottobre fino a metà novembre, la chiesa di S. Valentino ospiterà una mostra di arte contemporanea, opera di un collettivo di artisti amici e curata da Marta Trombini, dal titolo “Golgota”, che – nell’evocazione della Passione di Cristo – vuole proprio tenere unite queste due dimensioni: il grande amore di Gesù per Dio e per noi, e l’amore che quel gesto ci spinge ad avere per tutta l’umanità sofferente e ferita di oggi.
Il valore della mostra è che è stata pensata, progettata e realizzata per la chiesa di S. Valentino.
Non è stata importata da qualche parte. È stata pensata per noi, per la nostra chiesa, per continuare il nostro incontro con l’arte contemporanea.
Spero che veniate a visitarla, e che la vita della nostra comunità, tra Missione, momenti spirituali, occasioni di ritrovo, vita di carità, formazione, musica, mostre ed eventi culturali, vi faccia sentire grati ed orgogliosi di farne parte e che, in qualche modo, vi ispiri.
Don Davide


Lascia un commento