Maria Maddalena, Pietro e Giovanni hanno visto il sepolcro vuoto.
Maria Maddalena ha visto il Signore.
Ora sta ai discepoli avere questa conferma della sua resurrezione. Il racconto è estremamente sobrio: “I discepoli gioirono a vedere il Signore” (Gv 20,20).
Infine, recupera l’appuntamento con il Signore risorto anche Tommaso. Questo dà lo spunto all’evangelista per dire due cose importantissime, ma spesso trascurate, o meglio offuscate dal fatto che tutti questi protagonisti, alla fin fine, “hanno visto il Signore”.
Ma Gesù non avrebbe potuto dirlo in maniera più chiara:
sono beati coloro che credono senza vedere.
Non c’è ambiguità, non c’è possibilità di fraintendere le parole del Maestro. Non possiamo dire: “Vabbè, ma Gesù lo diceva così per dire! In realtà, gli apostoli sono stati più fortunati di noi!”.
Invece no!
Il dono più grande non è vedere, ma credere.
E non solo credere dogmaticamente a Gesù, ma aprirsi alla fiducia verso la vita.

Il Vangelo – dice l’evangelista con somma consapevolezza – è stato testimoniato per questo: “Queste cose sono state scritte perché voi crediate” (Gv 20,31).
Così, in questa Domenica in Albis, voglio invocare su tutta la mia comunità un’effusione di fiducia.
Desidero che per ciascuno e ciascuna di voi si sciolgano le angustie, possiate sentire un’infusione di coraggio, avere chiarezza nei vostri obiettivi, praticità nel portarli a termine.
Siamo tutti e tutte sotto le ali di un Padre amorevole e misericordioso, di una Misericordia divina e onnipotente.
Il Risorto annuncia tre volte la pace: abbiate fiducia! Annoderà il cannone dei carri armati, spegnerà le batterie dei droni, dai caccia si sganceranno fiorellini e i missili si schianteranno fra di loro. Lui agisce attraverso chi lo riconosce Signore e Dio. Anche attraverso di noi, compirà la pace.
Questa fiducia vi porti una dilatazione del cuore, piena consapevolezza delle vostre capacità, apertura al futuro, premura di volere bene.
Tutti gli esegeti esperti confermano che in origine la fine del testo di oggi era la conclusione del Vangelo di Giovanni: “…[queste cose] sono state scritte perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, è perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.” (Gv 20,31).
Dunque l’evangelista stesso ha voluto infondere a noi, suoi lettori e lettrici, la massima fiducia possibile: perché avendo fiducia, abbiate la vita.
Prendiamolo sul serio.
Don Davide


Lascia un commento