Dic 18

Senza rumore di fondo

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Il rumore di fondo

Spesso si afferma che il Natale sia un periodo di raccoglimento e di stupore, ma la realtà contemporanea sembra allontanarsi da questa idea. L’atmosfera magica che dovrebbe caratterizzare questo tempo viene infatti alterata da almeno tre elementi: la frenesia delle feste mondane, il suono stridente delle parole provenienti dal potere e la dimenticanza del vero protagonista della festa, in favore di decorazioni neutre e sticker di Babbo Natale.

Questo rumore di fondo si contrappone al raccoglimento della celebrazione cristiana.

La liturgia

La liturgia reagisce a tale disturbo proponendo la figura di Giuseppe, ricca di significato e di delicatezza, come esempio e modello per vivere il Natale in modo autentico. Di questa figura emerge un dettaglio particolarmente significativo, già condiviso durante il ritiro di Avvento.

Il racconto evangelico rassicura il lettore: Giuseppe viene confermato dall’angelo, in sogno, sulla decisione giusta da prendere. Sebbene il testo non specifichi quanto a lungo Giuseppe abbia vissuto il suo dilemma, si presume che abbia trovato serenità dopo la rivelazione. Tuttavia, rimane aperta la domanda su quale fosse il rumore di fondo che circondava la gravidanza di Maria e la nascita di Gesù: malignità, risolini, prese in giro?

La delicatezza divina

Nonostante queste supposizioni, il vangelo di Matteo offre una lettura alternativa, caratterizzata da una finezza rara: Dio avvolge Maria e Giuseppe con una delicatezza particolare in un momento di difficoltà. Maria, infatti, si accorge di essere incinta prima che la gravidanza sia visibile; secondo Luca, è Elisabetta a rivelarle la notizia, pochi giorni dopo l’annuncio dell’angelo. Giuseppe viene a conoscenza della gravidanza, ne è turbato e necessita dell’intervento rassicurante dell’angelo. Il racconto suggerisce che Giuseppe voleva sciogliere il vincolo in segreto, segno che la situazione non era ancora nota pubblicamente.

Un dialogo intimo

Il testo lascia intuire l’esistenza di un dialogo intimo tra Maria e Giuseppe, senza descriverlo direttamente: Giuseppe scopre la gravidanza da Maria stessa. Successivamente, ispirato dal sogno, Giuseppe accoglie Maria nella sua casa. Questo passaggio poteva avvenire rapidamente, considerando che i due erano già sposati e impegnati.

L’azione di Giuseppe non protegge solo dalla condanna, ma anche dalle possibili malignità:

quel figlio sarebbe stato un dono di Dio, segno di fertilità e benedizione. Così, Maria avrebbe dato subito un figlio maschio a Giuseppe (fattore rilevante per la cultura del tempo). Si può cogliere, in tutto ciò, una cura nascosta e preziosa.

Un testo molto significativo immagina Giuseppe rivolgersi a Maria con queste parole: “Non so quale sia il posto dove devi andare, non so che strada dovrai fare e perché, ma so che io sono stato scelto per farla con te, per proteggerti e darti una casa.” (Silvia Vecchini, Myriam, p. 256)

Il simbolo di un Natale autentico

La cura di Giuseppe, che con gesti concreti protegge Maria e la loro famiglia dalle meschinità, dalle malelingue, dalla grettezza e dal rumore di fondo che non ha nulla a che vedere con la voce di Dio, diventa così il simbolo di un Natale vero. Che questo esempio ci ispiri a rifugiarci in un amore e in un silenzio che ci permettano di fare spazio al dono di Dio.

Don Davide

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Comments (2)

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    Assunta Pagani

    20 Dicembre 2025

    Grazie grazie mille. Sto leggendo il libro ‘San Giuseppe’ di Serafino Tognetti e mi ritrovo molto in ciò che tu scrivi…Buon Natale di cuore !!!

    Reply
    Don Davide

    Don Davide

    22 Dicembre 2025

    Grazie molte Assunta, per la.tua costante attenzione e gentilezza, e perché segui queste riflessioni sempre.con attenzione! Ci vediamo e sentiamo presto!

    Reply

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