Mag 28

Un crescendo di festa

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Il periodo dopo Pasqua termina con grandi momenti: dopo l’Ascensione abbiamo vissuto Pentecoste, domenica prossima la Santissima Trinità e quella successiva la festa del Corpus Domini. È come se la Chiesa volesse farci vivere un crescendo generato dalla Risurrezione di Gesù: come se volesse donarci significati e contenuti, quasi di provviste per affrontare il lungo periodo ordinario fino all’inizio dell’Avvento.
Sono momenti importanti e difficili da comprendere appieno per noi semplici credenti, ma ugualmente dobbiamo cercare di affinare la nostra fede nel tentativo di entrare in questi misteri.

Il concetto di Trinità è senza dubbio impossibile da comprendere utilizzando la sola intelligenza: occorre passare ad un registro diverso, un registro di Fede e di accettazione dei nostri limiti nell’abbandono all’amore di Dio nostro Padre, di Gesù che sentiamo maestro ed anche fratello e dello Spirito Santo che è sempre al nostro fianco nelle nostre scelte e nelle nostre difficoltà col suo sostegno costante.
Questa figura, in realtà, è più facile da avvicinare se pensiamo a noi stessi (che peraltro siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio).

Ciascuno di noi è un essere complesso che presenta molti aspetti: abbiamo un lavoro, siamo inseriti in una famiglia con vari ruoli, in un contesto di comunità con diversi incarichi, ci spendiamo per attività nelle quali crediamo e che sono le più importanti per noi senza che siano remunerate. Quindi ogni giorno rivestiamo ruoli diversi attivando diverse nostre capacità, i famosi “carismi”. Come donna ad esempio posso essere mamma, sorella, amica, moglie ecc… Ogni ambito attiva in me diverse sensibilità, abilità e competenze.

La Trinità è un Padre che ci ama senza condizioni, che ci attende come il Padre della parabola per offrirci il suo perdono quando ancora siamo lontani; un amore che noi umani possiamo rintracciare nell’amore che ci hanno offerto i nostri genitori, un amore che ci custodisce senza perderci mai di vista, che ci mette al centro e del quale non dobbiamo dubitare mai.

La Trinità è un Figlio che si è fatto uomo per noi, per condividere le nostre fatiche, i nostri affanni, le nostre sofferenze fino alla più dura, la morte. Un figlio che ha obbedito e che, pur patendo come uomo, si è fidato della volontà del Padre per mostrarci la vittoria sulla morte e per assicurarci la vita eterna.

La Trinità, infine, è lo Spirito Santo: un mistero che frequentato ed invocato diventa un motore per la nostra vita, un “accelerante” in grado di darci forza, coraggio, sostegno. Giovanni riportando le parole di Gesù ci dice che Il Padre ci darà un altro Paraclito perché rimanga con noi per sempre, lo Spirito della verità.

Questa terza componente della Trinità a volte un po’ trascurata è un grande dono che ci viene fatto e dobbiamo imparare ogni giorno ad invocarlo affinchè illumini la nostra vita e le nostre scelte.

La famosa icona russa di Rublev rappresenta la Trinità con tre angeli uguali ma diversi, volti identici con abiti di colori diversi: oro per la regalità di Dio, rosso per il sacrificio di Gesù, verde simbolo della vita per lo Spirito Santo. Una perfetta rappresentazione del loro essere una cosa sola senza gerarchia, tre aspetti di una sola unità.

Ilaria Riccardi

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