Ott 10

Alleniamoci a dire grazie

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1 Commento

“Alzati e va, la tua fede ti ha salvato.” (Lc 17,19)

Giunge a ciascuno di noi, da parte di Gesù, l’invito a rialzarsi e a mettere in moto una vita rinnovata.

Nel vangelo si parla di una vita bloccata dalla lebbra, simbolo di molteplici situazioni di blocco. Il lebbroso, al tempo, era escluso dalla comunità, dal culto, subiva anche uno stigma morale. Gesù cancella tutte queste cose dall’ambito religioso, ma rimane il portato simbolico delle sue parole: siamo chiamati a una presenza più attiva in comunità, a celebrare la liturgia con rinnovata presenza e partecipazione e anche a celebrare il perdono, magari dopo tanto tempo che siamo stati lontani dalla confessione.

C’è, però, un particolare sottile nel racconto evangelico, che rende il tutto ancora più ricco e più prezioso. Gesù pronuncia queste parole dopo che il lebbroso è tornato da lui per ringraziare.

Quell’ex lebbroso è l’unico che si è preoccupato di esprimere gratitudine e l’ha sentito come un bisogno.

Gli altri sono rimasti più preoccupati di loro stessi e di un certo formalismo religioso.

Dunque, è possibile “risorgere”, “rimetterci in cammino” e “rinnovare la nostra vita” solo dopo che abbiamo fatto spazio alla gratitudine: si tratta di esercitare la nostra capacità di riconoscere i doni di cui siamo oggetto, il bene che ci avvolge, la gentilezza delle persone, le parole che ci rivelano l’amore di Dio.

È un regalo, e allo stesso tempo una virtù da allenare.

Alleniamoci a dire grazie, ma anche a riconoscere il valore della nostra vita e le grazie, le benedizioni e le fortune di cui siamo oggetto. Allora ascolteremo meglio anche le parole di Gesù, e saremo certamente più pronti a seguire il nostro cammino.

Don Davide

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Comments (1)

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    Assunta Pagani

    12 Ottobre 2025

    Bellissimo commento e grande spinta a ricominciare con entusiasmo! Grazie don Davide mille abbracci.😇🤗

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