Il mese di novembre ci riserva una serie di appuntamenti che, quasi come un appello scolastico, chiama per nome e interpella una schiera innumerevole di persone, proprio fra la fine e l’inizio di un nuovo anno liturgico.
Già sentiamo il nome di tutti i santi, i chiamati da Cristo che hanno risposto presente con la loro vita alla domanda <<dove sei?>> (Genesi 3,9). Che dire poi di tutti i defunti che ci hanno preceduti e di cui custodiamo la memoria: una genealogia innumerevole di volti e di storie che ci hanno generato così come siamo. Che molteplicità, che ricchezza!
La ricchezza che ci ritroviamo passa per i doni che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, dai nonni e da tutti i nostri avi, ma anche dagli amici, dai cosiddetti ‘santi della porta accanto’ che hanno fatto capolino nella vita di ognuno, dai contesti sociali che abbiamo vissuto, che viviamo…
un’infinità che ci abita e che abita tutti, un infinito che arriva fino a Dio.
In questa moltitudine, il nome personale rappresenta l’unicità irripetibile di ciascuno agli occhi dei nostri genitori e della Trinità celeste.
Ognuno così è chiamato a realizzare sé nella vita prendendo spunto dai modelli che abbiamo a disposizione come i santi e le persone a cui abbiamo voluto bene, imparando a conoscere sempre più le loro qualità, soprattutto quelle che ci ispirano maggiormente e nelle quali ci riconosciamo.
Danilo Dolci diceva che “ciascuno cresce solo se sognato”.
Io sono stato sognato da Dio e i santi lo hanno intuito e hanno tentato di realizzare quel sogno.
Quale sogno aveva chi ci ha preceduto e quale sogno attraversa oggi la nostra vita? Quali sono i doni che portiamo in noi? Come possiamo condividerli oggi e nel prossimo anno liturgico?
Proveniamo da una bella esperienza di missione popolare in cui siamo stati cercati e le tracce di un entusiasmo diffuso tra di noi nelle strade della nostra parrocchia sono ancora vivide, come quando i discepoli tornati dal Maestro gli riferivano di ciò che avevano sperimentato. Gesù disse loro di rallegrarsi di più perché il loro nome era custodito nel cuore di Dio. Per realizzare il sogno depositato in ciascuno, prova a prestare ascolto all’appello di questo tempo, così bisognoso dell’apporto di tutti: senti risuonare il tuo nome.
Siamo amati in maniera unica. Ascolta la voce che ti chiama nell’intimo del tuo cuore.
Ora tocca a ciascuno di noi. Ricordare i santi e i nostri cari defunti non significa soltanto guardare al passato, ma riconoscere la bellezza del sogno che Dio ha depositato nelle nostre vite. Rispondere oggi a quel nome scritto nei cieli vuol dire mettere in circolo i propri doni, offrire un po’ del proprio tempo e continuare a camminare insieme nella nostra comunità parrocchiale. Non avere paura di rispondere e condividere i doni che hai ricevuto. I santi hanno risposto e chi ha voluto bene alla propria vita ha risposto aprendosi in vario modo alla vita stessa.
Buona festa di Tutti i Santi, buona Memoria di tutti i fedeli defunti e buon proseguimento della Missione.
Francesco Paolo Monaco

