Feb 20

Le tentazioni di Gesù e noi

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Le tentazioni sono un racconto maestoso, pieno di attualità, introspezione e di spunti per la nostra vita.

Gesù digiuna a lungo: quaranta giorni e notti, alla fine ha fame per forza. Su quel punto è debole, particolarmente vulnerabile.

È solo allora che il tentatore si insinua, come nel giardino di Eden, quando può dare voce alle fatiche e alle paure dell’uomo. Altrimenti, con Gesù non avrebbe scampo.

La prima tentazione suona così: “Visto che sei il Figlio di Dio, fai così… hai fame!”.

Ma non ci sono scorciatoie: sono figlio e vivo della parola del padre, del suo amore di madre.

Non ho bisogno di altro, per vivere.

Quali sono le scorciatoie che vorremmo prendere noi?

La seconda tentazione suona: “Visto che ti affidi tanto a lui, allora, buttati giù. Sei tu che lo dici che puoi avere fiducia! Vediamo se dopo la penserai ancora così…”. Ma Gesù ribatte: non c’è bisogno di mettere alla prova il rapporto con Dio.

La fiducia è data e basta.

Anche in un modo paradossale, noi possiamo affermare: “Anche se non ci esaudisse, noi non smetteremmo di avere fiducia in lui (cf. Dn 3,18).

Mi capita di mettere alla prova la fiducia in Dio, di chiedere un riscontro?

La terza tentazione, infine, suona in questo modo: “È vero, ok. Lui è tuo padre, hai fiducia in Dio e non hai bisogno di metterlo alla prova. Ma io ti posso dare di più: tutto il potere sugli uomini.”

Non è il potere sugli uomini che interessa a Gesù. A lui interessa amare Dio.

Cosa interessa a me? Qual è il tesoro prezioso a cui voglio attaccare il mio cuore?

Possiamo confrontarci con queste domande, per rinnovarci spiritualmente ancora una volta, ancora più veramente.

Don Davide

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