Apr 20

Omelia Giovedì Santo

Di

La luce tremula delle candele si riflette negli occhi fissi di Gesù; il suo sguardo è rapito dalla consistenza delle cose che lo circondano: il legno della tavola, le fibre ruvide che la rivestono, l’odore di agnello arrostito, le erbe, il profumo vellutato del pane, il vino rosso rubino. 

Ha amato questo mondo abitato dai volti dei suoi amici e delle sue amiche. Sa che deve lasciarli, per un po’, e che l’interruzione di questa storia d’amore risulterà oltre modo faticosa, per loro e per se stesso. 

Prova per ciascuno di loro un amore inesprimibile, lo stesso di un genitore o di un educatore quando seguono da lontano qualcuno che farà la propria strada. 

Come faranno? 

Cosa li sosterrà? 

Come fare capire a loro quanto li ama e che non li lascerà mai soli? 

 I padri avevano mangiato la manna nel deserto: ogni giorno la quantità necessaria per quel giorno e anche lui aveva insegnato a pregare così: «Dacci ogni giorno il nostro pane necessario». Adesso è il momento di esaudire definitivamente, per conto di Dio, quella preghiera. Gesù tocca il pane, così materico, fragile, pronto a spezzarsi fra le sue mani: macinato, lavorato, impastato. È il segno ovvio ed evidente della sua presenza: «Questo sono io» dice. 

E così Gesù dà il pane, che è poi se stesso. Dà la forza per camminare, che è poi il modo di incontrarlo. 

Dopo prende il calice e prega sul vino. Sembra sangue, versato e raccolto: «Questo sono io» afferma ancora. 

 Ma loro sono sgomenti. Gesù si accorge subito che non l’hanno capito, anzi sono confusi. Messi alla prova, dubitano persino di loro stessi: «Stai parlando di me, Maestro?» domandano. Li aveva educati a rientrare nella stanza del loro cuore e a stare lì in quell’intimità al cospetto del Padre, e ora quella domanda “Sarò forse io a tradirti?” col dito rivolto verso se stessi angoscerà Gesù fino alla fine: «Giuda, Pietro o chiunque tu sia: come fai a non conoscere nemmeno il tuo cuore?!». 

Non avere paura di ciò che hai nel tuo cuore, anche se fosse qualcosa di orribile. Se lo nascondi e fingi che non ci sia, ti avvelenerà. Invece guardaci dentro, dai un nome a quello che senti, riconoscilo davanti al Signore. Fallo insieme a qualcuno che ti vuole bene. È l’unico modo per non permettere alle cose cattive di farti del male e a quelle buone di vivere. 

Tutta la storia in cui hanno creduto, tutta le promesse di Dio a cui Gesù ha dato significato sono iniziate con Dio che disse ad Abramo: «Vai verso il tuo cuore» e quel cammino non è ancora concluso, anzi è appena iniziato.  

 Ed ecco che Gesù intuisce e comprende l’ultima cosa che deve fare, non per loro, non per il mondo, ma per se stesso, e quindi per tutti: andare verso il suo cuore. 

La mamma gli aveva raccontato che era venuto da Dio e che era stato posato su un giaciglio di paglia. Per tutta la sua vita aveva plasmato la sua umanità a partire da quell’origine. Adesso può ancora decidere che tipo di uomo vuole essere. 

 Li osserva tutti con affetto enorme e tenerissimo: Pietro, Giovanni, Giuda e le donne, e decide di lavare loro i piedi. Non solo ha assunto vesti umane, lui che era rivestito della gloria di Dio, ma tra tutte le vesti umane, sceglie il grembiule. Quello sì che gli piace! Ottimo per esprimere i due significati che Gesù vuole per sé: il servizio e l’accoglienza, lavare i piedi dopo una giornata di cammino e di lavoro, quando si rientra a casa. 

Eppure, non si è mai visto un Maestro che lava i piedi al discepolo.  

Non si è mai visto un amico che lava i piedi a chi vuole tradirlo. 

Non si è mai visto un sovrano che lava i piedi alle donne. 

Nonostante ciò, Gesù si inginocchia di fronte a ciascuno, prende i loro piedi tra il suo grembiule e li lava: «Sei accolto, sei accolta. Sei a casa. Ora puoi riposarti» sussurra. 

 Il rito è finito: nella sala nessun sussurro, solo silenzio e stupore. 

«Voglio che questo sia per tutti voi, voglio che ve lo ricordiate, voglio che lo facciate in memoria di me» dice Gesù. «Di tutte le cose che ho fatto, spezzare il pane e lavare i piedi sono le due più vere. Fatele anche voi e ritroverete il vostro cuore.»  

Bologna, 17 aprile 2025 

image_pdfimage_print
, ,

Lascia un commento

Name *

Email *
Commenta *